Tecnologia del Consenso- Berlusconi e la TV


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Tecnologia del Consenso- Berlusconi e la TV (3 parti)
Filmato "Tecnologia del consenso" (Feb. 2005) proiettato durante un incontro all'Universita' di Roma La Sapienza. Il film della durata di 30min ed interamente composto da clip scaricate da internet, ripercorre il periodo del dominio dell’imprenditore-politico Silvio Berlusconi sull’Italia (attraverso il controllo delle menti degli italiani) dall’anno della sua “discesa in campo” (14 anni orsono).
Inizialmente si discute in generale il concetto di regime democratico e regime dispotico e di come anche l’economia e l’informazione influiscano. Poi si passa a una pubblicita’ della rete televisiva svedese SVT (del 2005) su Silvio Berlusconi. Poi arriviamo in Italia, con un vecchio blob elettorale in cui Vianello e Mike Bongiorno fanno propaganda per Lui sulle Sue TV. Particolarmente simpatica e’ l’affermazione di Mike:”Berlusconi quel che promette fa!“.
Poi c’e’ Ambra, che scherzosamente afferma che Satana voterebbe Occhetto (il leader della coalizione Progressista che si opponeva a Berlusconi nel 1994), ancora Mike che sottolinea come Berlusconi non abbia mai licenziato nessuno (”se ne va solo chi se ne vuole andare”) e, ironicamente, subito dopo Berlusconi che da Sofia lancia il famoso “Editto bulgaro” che e’ costato il posto a Santoro, Biagi, Luttazzi e Sabina Guzzanti.
Passiamo poi al compianto Biagi, durante la sua ultima puntata al “Fatto” prima di essere cacciato. E poi ancora: Indro Montanelli, Travaglio, un pezzo del documentario “Citizen Berlusconi”, il Socci impazzito per l’embrione, Fede che da dell’imbecille a Moretti e lo definisce “un regista fallimentare” e “metaforicamente parlando, un imbecille“… e cosi’ via con altre tristi vicende.
I filmati ci aiutano a comprendere la tecnologia del dominio delle menti delle masse tramite la televisione. Per il caso italiano, ci vengono ricordati alcuni interessanti aneddoti su Berlusconi e il suo uso criminoso della TV di stato/ e della sua Mediaset.
Il controllo diretto della televisione e’ cio’ che gli ha permesso l’illegale (L. 30/3/1957 n.361) ascesa al potere, potere che a sua volta gli ha permesso di difendere i propri interessi economici personali e di salvare da pericolosi processi i suoi amici e lui stesso.
E oggi e’ ancora li, aggrappato allo Stivale come un cane rabbioso, che oltre alle sue solite gaffe dichiara chiaramente che, se vincera’, la sua prima priorita’ sarebbe ancora una volta quella di proteggere i suoi propri interessi personali, rendendo piu’ difficile l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche.
A riguardo si veda l’articolo dell’Economist che si chiede: ”l’Italia ha gia abbastanza problemi, ha davvero bisogno, di nuovo, di Silvio Berlusconi?" L’Economist risponde seccamente di no: ”Berlusconi rimane inadatto a governare l’Italia”.